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La leggenda dello sbarco di Enea nel Lazio

La bellezza del territorio laziale è legata non solo alla ricchezza paesaggistica, ma soprattutto alla storia ancestrale che l'ha attraversata: basta un nome, Roma, per avere un'idea degli eventi che hanno avuto come cornice il territorio laziale. E poi ci sono le leggende, come quella del prode Enea che vi avrà certamente affascinato sui banchi di scuola: pare che egli sbarcò proprio qui, sulla costa di Pomezia nei pressi della frazione di Pratica di Mare, a poco meno di 30 km dalla Città Eterna.

Chi era Enea?
Sapete bene che è Virgilio nell'"Eneide", poema da lui scritto nel I a.C., a narrare del valoroso guerriero Enea, principe dei Dardani ed eroe mitologico sia per i romani che per i greci. Nacque dall'unione tra la dea Afrodite ed Anchise e si distinse nelle battaglie, anche con la protezione degli dei. Si racconta fosse secondo solo ad Ettore, ma nulla poté durante la guerra di Troia: egli fuggì con il figlio Ascanio ed il padre Anchise e viaggiarono per sette lunghi anni attraversando terre straniere, dalla Tracia a Delo, dalle isole Strofadi all'Epiro, dalla Sicilia all'Africa dove vi giunse a causa dell'ira di Giunone che su di lui scatenò una violenta tempesta. E dopo il ritorno in Sicilia ed un viaggio nel regno dei morti con la Sibilla Cumana, Enea sbarca con la sua imbarcazione tipica dell'età del bronzo nei pressi di una laguna attraversata dal fiume Numicus. Dionigi di Alicarnasso racconta che, appena sbarcato, Enea cercò di sacrificare agli dei una scrofa che però fuggì fino ad un colle nel cuore della Silva Laurentina dove diede alla luce tredici porcellini: una voce gli disse che qui avrebbe fondato la città di Lavinium, la città madre per i Latini.

Le sacre aree di Lavinium
A conoscenza delle storia di Enea, apprestatevi a visitare l'area archeologica di Lavinium scoperta per la prima volta da Pirro Ligorio. L'acropoli, sita tra Torvaianica e Pomezia con lo sguardo rivolto ad un mare un tempo più vicino, risale all'età del bronzo e, dopo anni di prosperità, scomparve probabilmente a causa di un terribile terremoto nel V a.C.. Potete scorgere le vestigia dell'arcaico complesso termale, le mura ma soprattutto la spettacolare area sacra dedicata completamente ad Enea.
Uno dei luoghi che catturerà la vostra attenzione è il Santuario delle XIII Are: vi ritroverete davanti a tredici altari realizzati in tufo e, nonostante siano stati edificati in periodi di tempo differenti (fino al IV a.C.) vi appariranno praticamente simili tra loro.
Gli altari simboleggiano le colonie appartenenti alla Lega Latina annientata da Roma nel IV a.C.: si trovano poco fuori le mura tutti in soli 50 mt e se li visitate al tramonto, la sacralità propria del luogo riemergerà prorompente ammantando il santuario di un'atmosfera assai suggestiva. Pensate infatti che su questi altari, un tempo dipinti di rosso, i sacerdoti celebravano riti sacrificali, offrendo alle divinità miele e vino, senza risparmiarsi dall'uccidere animali il cui sangue defluiva nei canaletti appositamente scavati.

La tomba di Enea
Vi chiederete probabilmente che fine ha fatto Enea: si pensa che sia caduto nel fiume Numico durante la battaglia contro i Rutuli, ma gli affascinanti racconti leggendari narrano che l'impavido Enea sia stato chiamato dagli dei dell'olimpo in cielo, tra un tripudio di tuoni e di fulmini.
Ebbene, nell'area archeologica di Lavinium potrete visitare quella che è considerata la tomba di Enea: l'heroon. Si tratta di un sepolcro a tumulo alto circa 18 mt, risalente al VII a.C. attorno al quale successivamente è stata aggiunta una celletta chiusa da una porta, dall'artificiale battente realizzato in tufo. Dionigi di Alicarnasso nella sua opera "Antichità Romane" riporta un'iscrizione un tempo apposta sulla tomba, che recitava "del dio padre Indigete che guida la corrente del fiume Numico": lo stesso storico avanza anche l'ipotesi che la costruzione sia stata eretta dallo stesso Enea in onore del padre Anchise morto ad Erice prima di sbarcare sul suolo italico.
Prima di lasciare l'area archeologica, avviatevi ad est dell'antica Lavinium, verso quella che è stata identificata come la fossa votiva del prossimo santuario dedicato alla dea Minerva, visitato da giovinetti e fanciulle che pregavano la divinità per propiziare un buon ingresso nell'età adulta o un felice matrimonio. Sappiate che qui, sotto i vostri piedi, è stata ritrovata una ingente quantità di statue di terracotta ad altezza naturale nell'atto di offrire alla divinità melagrane e colombe (simboli di prosperità e pace). 
Dopo una full-immersion tra le rovine dell'antica città fondata dal leggendario Enea, non mancate di vistare il "Museo Civico Archeologico di Lavinium", poco fuori Pratica di Mare. L'esposizione è organizzata in modo tale da prendervi per mano per farvi conoscere e apprezzare la storia dell'eroe leggendario. Già percorrendo il viale d'ingresso potrete notare intorno i pannelli che riportano versi dell'Eneide, peraltro diffusi nell'aria con la tecnica della quadrifonia.
Entrate ed immergetevi, attraverso cinque sale, nel mondo di Enea reso più "reale" grazie all'ausilio tecnologico audio-video.
In una camera si trova la splendida statua di Minerva soprannominata "Tritonia Virgo", celebrata peraltro dallo stesso Virgilio nell'undicesimo canto dell'Eneide: ella, illuminata con un suggestivo gioco di luci ed ombre, un tempo era interamente dipinta, dai capelli dorati all'elmo attico fino allo scudo lambito da serpi. Partirà poi un video dove apparirà la dea parlante che si rivolgerà a voi visitatori pronunciando frasi tipo: "venite gente libera di Lavinio, è di nuovo tempo di celebrare riti in onore di Minerva".

C'è poi l'area dedicata al mundis muliebris, cioè alle acconciature delle donne di Lavinium, ai loro gioielli quali fibule per fermare mantelli, bracciali e ciondoli. E dopo un passaggio alla sala dedicata alla civitas religiosa cioè al Santuario dei XIII Altari, si passa alle aree dedicate interamente ad Enea e al suo viaggio. Entrerete in particolare in una stanza blu come il mare dove risuonano versi del poema di Virgilio e il rumore delle onde: dentro potrete notare da un lato l'ossatura di una imbarcazione e dall'altro la riproduzione in scala della nave dell'età del bronzo, come quelle usate da Enea e dai suoi compagni.
Il Parco della Gallinara Camping Village è il luogo perfetto per trascorrere una vacanza in relax, immersi nella natura: sorge infatti nel cuore di un oasi naturale dove abbondano lecci secolari, pinete e macchia mediterranea. Il camping sorge a 21 km dal sito archeologico di Lavinium.

27/08/2018
Eanea principe dei DardaniAcropoli di LaviniumMuseo Civico Archeologico Lavinium

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