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Scoprire il Lazio: Immersioni ed escursioni alle Grotte marine del Basso Lazio

Il Lazio è una regione fantastica, compresa tra il mare e le montagne e piena zeppa di luoghi incontaminati. Tra questi spicca il litorale del basso Lazio, con le sue calette nascoste e le sue incantevoli grotte. La Riviera di Ulisse, ovvero il tratto costiero appartenente alla provincia di Latina, situato tra le foci del Garigliano e il promontorio del Circeo, con i suoi oltre cento chilometri di coste offre un'enorme varietà di ambienti marini, sui quali si alternano spiagge sabbiose e promontori rocciosi.
Splendido è anche l'arcipelago delle Pontine, situato nel cuore del Mar Tirreno e formato dalle isole di Ponza, Zannone, Palmarola, Ventotene, Gavi e Santo Stefano. Queste isole vulcaniche offrono ambienti magici, colori straordinari e fondali trasparenti. Uno spettacolo molto simile è quello godibile nei pressi del golfo di Gaeta e del litorale immediatamente a nord della cittadina. La natura calcarea del territorio è messa in evidenza da stupende formazioni geologiche, come le imponenti falesie e le affascinanti grotte marine.
Queste ultime, in particolare, sono tra le attrazioni più suggestive del Parco Regionale della Riviera di Ulisse, raggiungibili tramite escursioni o immersioni. I sentieri presenti in zona offrono la possibilità di osservare baie, falesie, grotte, spiagge, fossili e forme erosive di enorme interesse. Insomma, se non vedete l'ora di visitare un luogo che per millenni è stato protagonista di profonde metamorfosi e cambiamenti, fiondatevi presso le coste del basso Lazio, un'area ricca di luoghi magici, testimoni di una storia lunghissima.

La Riviera di Ulisse e il Parco Nazionale del Circeo
Istituito oltre 85 anni fa, il Parco Nazionale del Circeo si estende per più di 80 chilometri quadrati e dal 1979 ospita la riserva naturale "Pantani dell'Inferno". L'area è tra le preferite dai bagnanti che scelgono il Lazio per le proprie vacanze, ma anche dagli appassionati di natura ed escursioni. Visitabile sia a piedi che in bicicletta, il Parco preserva aree alle quali è possibile accedere unicamente tramite autorizzazione. La zona protetta include ambienti molto diversi gli uni dagli altri, come le dune costiere, i laghi pontini, le falesie, l'imponente promontorio del Circeo e oltre trenta grotte, prodotte nel corso dei secoli dall'erosione marina.
In alcune di queste sono stati rinvenuti anche reperti risalenti alla preistoria. Nel 1979 al Parco è stata aggiunta anche l'isoletta di Zannone, completamente disabitata, geograficamente appartenente all'arcipelago delle isole Pontine. Interamente collinare, culmina nei 194 metri del monte Pellegrino. Oltre a costituire un'area di interesse naturalistico, il Parco del Circeo e la Riviera di Ulisse offrono anche importanti spunti storici e paleontologici, costituiti dalle grotte costiere che hanno restituito decine di manufatti, ma soprattutto i resti di quello poi rinominato "Uomo del Circeo". La costa è battuta da due strade parallele: una che corre tra le dune fossili e l'altra che passa più a monte, raggiungendo la vetta del promontorio.
Entrambe consentono una comoda visita anche in auto, mentre la fitta rete di sentieri costieri permette una conoscenza più approfondita della natura e delle evidenze geologiche del Parco. Per addentrarsi nel Parco ed ammirare la sua natura incontaminata, l'ideale è partire dalle cittadine di Sabaudia e San Felice Circeo. Da qui prendono il via numerosi sentieri segnalati che si snodano attraverso i boschi e lungo le coste.

Le grotte del Circeo e Gaeta
Migliaia di anni fa, le acque del Mediterraneo erano circa dieci metri più alte di oggi e ricoprivano buona parte dell'Agro Pontino, circondando quasi completamente il Monte Circeo e scavando lungo i suoi fianchi una serie di grotte litoranee. Durante l'ultimo massimo glaciale, invece, il livello dei mari cominciò a calare rapidamente, cosicché le grotte divennero rifugio di alcune tribù preistoriche, che lasciarono focolai, residui di cibo e armi in selce. Lungo la costa del Circeo, tra Torre Paola e Torre del Fico, si aprono oltre trenta grotte, tutte testimoni di una storia analoga.
All'interno della Grotta Guattari nel 1939 fu scoperto persino un cranio umano, rimasto intatto in seguito alla chiusura dell'imbocco della grotta ad opera di una frana. Da non perdere neanche la Grotta di Tiberio, annessa alla relativa villa. La casa signorile di epoca romana venne organizzata su più livelli, il cui piano più basso era costituito proprio dalla grotta. All'ingresso dell'ampia cavità ancora oggi è possibile ammirare una grande vasca rettangolare recante nel suo mezzo un'isoletta che probabilmente fungeva da sala da pranzo estiva. La prima vasca era collegata ad una seconda più ampia e circolare, che occupava parte della grotta. La cavità e la villa sono situate a Sperlonga, a poco meno di un chilometro dall'abitato moderno. Di fianco alla Grotta di Tiberio è stato realizzato anche un interessante museo archeologico, nel quale sono conservati frammenti dei reperti rinvenuti all'interno della cavità. E cosa dire della Montagna Spaccata e della Grotta del Turco a Gaeta? Senza dubbio tra i luoghi più suggestivi del basso Lazio, questo sito è frequentato da migliaia di turisti ammaliati dalle imponenti fenditure nel promontorio.
Lungo le pareti rocciose è possibile ammirare le maioliche delle postazioni della Via Crucis, risalenti al 1849 e attribuite a San Bernardino da Siena. La Grotta del Turco è collegata ad un'antica leggenda secondo la quale venne alla luce il giorno della deposizione di Cristo, quando il velo del tempio di Gerusalemme si squarciò. Lungo la scalinata che porta nelle viscere della montagna, è possibile osservare un'iscrizione in latino e sopra di essa un'impronta nella roccia, che la leggenda vuole sia appartenuta ad un marinaio turco. Il miscredente si mostrò scettico circa l'origine sacra della spaccatura, ma non appena poggiò la mano sulla roccia, questa finì per liquefarsi sotto le sue dita, dando vita all'impronta. Al termine dell'itinerario si passa davanti ad un giaciglio interamente in pietra, che la tradizione attribuisce a San Filippo Neri, il quale era solito ritirarsi in meditazione proprio qui. Dall'alto della falesia è possibile godere di una vista incredibile su tutta la costa. Se soggiornate al Parco della Gallinara Camping Village di Anzio, optate per un'escursione in zona: non ve ne pentirete!

04/02/2019
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